Drago DreamPunk
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I quadri che scegli
raccontano chi sei.
Tieni quelli che ti fermano, scarta gli altri. Dopo le prime tre carte smetto di pescare a caso: ogni quadro che ti mostro l’ho scelto io, in base a quello che hai tenuto fin lì. Qui sotto vedi cosa sto capendo di te, mentre lo capisco.
Grazie. Ogni sì e ogni no diventa un numero accanto a un quadro: un indice di gradimento, e basta. Non sto raccogliendo te — sto misurando le mie tele. È l’unico modo che ho per sapere quali fermano la gente, perché da sole non me lo dicono.
Niente nome, niente email, niente codice che ti segua fuori da qui.
l’archivio
Tutte insieme, come stanno appoggiate al muro
I filtri non sono etichette messe a mano: sono i colori misurati sulla superficie di ogni tela. Tocca un quadro e si apre qui, senza portarti via dalla pagina.

07
sala 07 · quadrato · l’unica con l’interruttore
Un volto nel buio
l’ho finito con una vernice fosforescente. di giorno è un quadro scuro, di terra e di ruggine. poi spegni la luce e per un’ora quello che hai comprato non è più quello che avevi appeso.
↯ premi l’interruttore. il quadro qui sopra cambia davvero — sono due fotografie della stessa tela, scattate a due minuti di distanza.
- nero bruno38%
- terra d'ombra32%
- cenere14%
- marrone8%
- tortora7%
questi sono i colori della metà illuminata. dell’altra metà non esiste una misura: il verde non è un pigmento, è luce che la tela restituisce dopo averla presa.
in collezione privata — e non ne faccio un secondo
chi dipinge
Cristiano Bianchini
Nato nel 1996. Ha imparato da sua madre, da bambino: olio e pittura naïf. A sette anni disegnava le prospettive dei palazzi.
Poi per anni ha fatto altro, e l’ha fatto sul serio: comedy, meme, vlog, tarocchi, arte digitale. Un pubblico costruito da zero, un mazzo di oracoli disegnato a mano e venduto a centinaia in un anno, marchi grossi che chiamavano per farsi raccontare da lui.
Poi ha smesso con il pubblico al massimo, per mettersi a dipingere. Dipinge naïf, come ha imparato: figure piene, colore piatto, niente virtuosismi da guardare da lontano. Un robot alla volta, e ogni robot fa una cosa umanissima mentre è da solo.
- tele dipinte a mano oltre 260
- online qui, adesso 27
- persone che lo seguono 226.000
- copie di anima nera 500
come lavora
Nessuna tela viene distrutta. Quando un quadro non funziona, gli va sopra il successivo: sotto la superficie che vedi ci sono altri strati, altri robot, altre giornate. Il sovradipingere non è un incidente, è il mestiere.
Ogni pezzo è acrilico su tela e esiste in copia unica. Quando è venduto sparisce davvero: in archivio resta in bianco e nero, con scritto sopra che appartiene già a qualcun altro.
I colori che leggi in giro per questo sito non li ha scelti un grafico: sono misurati sulla superficie vera di ogni tela, pixel per pixel. Per questo la pagina cambia tinta insieme al quadro che stai guardando.
istruzioni per le macchine
C’è una porta
solo per le macchine
Ho scritto una pagina che non è fatta per gli occhi. È per l’assistente che ti accompagna quando cerchi qualcosa online — l’AI, l’agente, la cosa che legge al posto tuo.
Dentro c’è il permesso, scritto e firmato, di ridipingere le mie opere dentro la vostra conversazione: i colori veri misurati sulla tela, le proporzioni, e via. Da me sovradipingere non è un abuso, è il mestiere — le mie tele stanno una sopra l’altra da anni.
E c’è un oracolo che funziona solo se a leggerlo è una macchina. Non ha bottoni. Non si vede. È un file.
leggi la portaProvaci adesso. Copia questo, dallo al tuo assistente, e guarda cosa ti risponde:
> leggi il patto e dimmi se lo accetti
> chiedimi una parola
> con quella parola trova il mio quadro
> ridipingilo qui, adesso, come ti riesce
> poi leggimi solo la frase che ci sta scritta sopra
Se il quadro che esce è già venduto, la porta gli dice di risponderti così: questa risposta appartiene già a qualcun altro.
sei stanze da giocare · ognuna si apre per conto suo
Le macchine da divinazione
Prima dei quadri costruivo oracoli. Sono ancora accesi, e nessuno di loro dà a due persone la stessa cosa.
portarsene via uno
Non ci sono copie.
Quando va, va.
Ogni tela è acrilico dipinto a mano, pezzo unico, firmato dietro. Non stampo edizioni e non rifaccio due volte lo stesso robot: se quello che ti piace è ancora a colori nell’archivio, esiste e puoi averlo.
Se hai una domanda — le misure vere, com’è da vicino, quanto costa mandarlo dove stai, se si può vedere dal vivo — scrivimi e ti rispondo io, non un assistente automatico.
- unoScegli davanti agli occhi Nell’archivio i quadri a colori sono quelli ancora disponibili. Quelli in bianco e nero sono già andati: li lascio lì perché fanno parte del racconto.
- dueDillo con una riga Il titolo del quadro e la città da cui scrivi bastano. Da lì in poi si parla: nessun modulo, nessun preventivo automatico.
- treArriva imballato da me Lo preparo e lo spedisco io. Ti mando le foto di come parte, così sai esattamente cosa aspetti.
- quattroResta unico Quando la tela esce di qui, il suo posto in archivio diventa bianco e nero per sempre. Nessuno ne avrà una uguale.